Io sono un’artista visiva. Ovvero impiego linguaggi come pittura, fotografia, performance, video e installazioni per portare avanti la mia ricerca.
Il mio quindi è un punto di vista interno, di chi l’arte contemporanea la vive, nel bene e nel male, sulla propria pelle.
Oggi come oggi, soprattutto in questo preciso momento storico, non è affatto semplice continuare con perseveranza il proprio percorso di ricerca senza piegarsi ai compromessi, restando coerenti e liberi pensatori.
Eppure di arte contemporanea c’è bisogno. Magari non è una necessità evidente che balza agli occhi, ma fare arte, fare cultura, è una esigenza connaturata all’esistenza dell’uomo. Ed è indispensabile specialmente quando si corre il rischio di perdere di vista la propria strada, quando le incertezze del quotidiano sono soverchianti.
Negli ultimi decenni si è creato un gap tra arte e pubblico.
A parte alcuni fortunati e illuminati esempi, per la maggior parte si è continuato a proporre mostre del passato guardando con sospetto al presente. Si è incorsi nell’errore di credere che l’arte contemporanea fosse complessa e autoreferenziale, e fosse rivolta solo a una ristretta cerchia di persone, finendo col trascurarla. Si è preso le distanze dalle ultime ricerche per trovare conforto in certezze conosciute.
Il Contemporaneo come arte di nicchia. il Passato come arte per tutti.
Eppure...ANCHE L’ARTE DEL PASSATO E’ STATA CONTEMPORANEA DEL PROPRIO TEMPO. Ma non per questo non è stata sostenuta. Se oggi abbiamo gioielli straordinari come Firenze, e opere di inestimabile valore, è perché c’è stato chi ha creduto nelle potenzialità del proprio tempo.
La scorsa settimana l’arte contemporanea della nostra regione ha vissuto un lutto molto doloroso: si è spento Beppino De Cesco: un bravissimo artista concettuale e un grande intellettuale.
Al suo funerale erano presenti tutti i rappresentanti dell’arte in regione: c’erano artisti, curatori, critici, galleristi e collezionisti, e molte persone che hanno avuto modo di apprezzare la sua arte. Eppure un artista così dovrebbe essere conosciuto da tutti, e non soltanto da una specifica parte di pubblico.
‘Contemporaneo è colui che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo’. Nelle parole di Giorgio Agamben troviamo la chiave di lettura per comprendere la nostra epoca. Perché soltanto chi non è completamente immerso nel proprio tempo, chi non è accecato dalle sue luci, e vive il presente con una discronia, un leggero scarto, è in grado di vedere chiaramente e cogliere le ombre della sua contemporaneità.
Ed è anche per questo che noi dobbiamo sostenere l’arte contemporanea e i progetti di ricerca culturale, e andare finalmente a colmare quel gap tra arte e pubblico, come molti altri paesi hanno fatto prima di noi.
Per questi motivi ho deciso di aderire come candidata al manifesto-progetto regionale: ‘L’ARTE CONTEMPORANEA, RISORSA CULTURALE STRATEGICA’ frutto dell’incontro avvenuto presso la sede dell’Associazione Culturale Colonos a Villacaccia di Lestizza il 14 aprile 2013 che ha visto la partecipazione di una numerosa e qualificata rappresentanza dei diversi soggetti del mondo artistico regionale.
Perchè c’è bisogno di creare una rete organica che funzioni, e selezioni super partes le ricerche più interessanti andandole a supportare concretamente, e avvicini di nuovo il pubblico all’arte del proprio tempo.
Ci troveremmo con una straordinaria ricchezza tra le mani.
(nella foto, un’opera di Beppino De Cesco)

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